Un telefono cellulare senza batteria? Esiste e prende energia dall’ambiente.

Eseguiamo un piccolo esperimento: facciamo finta di dover uscire subito per andare ad acquistare un nuovo smartphone. Immaginiamo di non essere poi così pratici in materia. In poche parole, ci affidiamo a qualche conoscente che “ne sa più di noi”, spiegandogli cosa ci interessa maggiormente in un telefono. E’ quasi certo che uno degli aspetti che ci porteranno a scegliere un modello piuttosto che un altro sarà la batteria. Sul mercato esistono migliaia di modelli di smartphone, ciascuno di questi dotato della propria batteria che, a sua volta, garantisce un’autonomia più o meno estesa. Ma cosa succederebbe se improvvisamente venisse fuori che esiste un telefono che, per funzionare, non necessita di alcuna batteria? Per ora un prototipo, ma questo telefono cellulare senza batteria esiste!

Per ora è un prototipo messo a punto dai ricercatori di una Università Americana. Ha funzioni e operazioni di tipo base e si alimenta grazie alle vibrazioni prodotte dalle chiamate e alla luce solare

Il prototipo è in grado di svolgere le funzioni fondamentali: fare e ricevere chiamate, trasmettere dati e permettere a chi lo usa di inviare comandi con dei pulsanti. Per poter funzionare «sfrutta le vibrazioni che si producono nel microfono o negli altoparlanti quando si fa o si riceve una chiamata». L’invenzione di Vamsi Talla è davvero sorprendente (nonostante sia ancora ad un livello “grezzo”). Il prototipo è il risultato di anni di lavoro, e quando la prima telefonata è stata inviata ad un vicino smartphone Android la soddisfazione è stata evidente. “Se tu dovessi selezionare un dispositivo per renderlo indipendente dalla batteria, quale prenderesti?”, ha domandato Joshua Smith, responsabile del laboratorio in cui è stato sviluppato il prototipo. “Il cellulare è uno degli oggetti più utili esistenti. Ora immagina che la tua batteria se ne vada e tu continui a inviare messaggi e fare telefonate”.

Avvenia cellulare senza batteria

Come funziona il cellulare senza batteria?

In un paper pubblicato a inizio luglio, gli scienziati hanno presentato i risultati della ricerca, finanziata anche dalla National Science Foundation e Google Faculty Research Awards.

Le leggi della fisica impongono ovviamente che da qualche parte l’energia per far funzionare il telefono arrivi: in questo caso, infatti, questa non viene fornita dalla batteria, quanto dall’ambiente circostante come ad esempio la luce, trasformata in energia tramite piccoli pannelli solari e fotodiodi, o le radio frequenze della TV e il segnale WiFi, catturabili attraverso alcune antenne. In poche parole, l’ambiente circostante fornisce alcuni microwatt, purtroppo non ancora sufficienti per poter supportare una telefonata. Il laboratorio ha così sviluppato una tecnica chiamata “backscatter”, tramite la quale il dispositivo è in grado di comunicare riflettendo le onde radio. La conversione della parola in segnali digitali è particolarmente energivora, e per questo motivo il team di ricerca ha deciso di applicare alla soluzione una tecnologia analogica, meno efficace dal punto di vista prestazionale ma sicuramente più efficiente in termini di consumo energetico.

Per recuperare energia, diversi componenti del “telefono” sono stati installati separatamente, tra cui una stazione base con circuiti per la connessione alla rete cellulare. Il prototipo è dotato di una tastiera touch per digitare il numero, nonché un piccolo pannello LED che lampeggia ogni volta che si preme un tasto. Non si può pretendere di più al momento, considerando il fatto che uno schermo touch richiederebbe – da solo – circa 400 milliwatt. Impossibile, per ora. Il telefono – nella sua semplicità – funziona come un walkie talkie, con la necessità di tenere premuto un pulsante per parlare/ascoltare. In futuro verrà inoltre implementato un display e-ink per l’invio di messaggi di testo.

Siamo solo all’inizio, ma le potenzialità ci sono e, a quanto pare, anche dal punto di vista dei costi le sorprese dovrebbero essere positive: Talla afferma infatti che, una volta ridimensionato il prototipo ad una misura standard, i costi di produzione saranno inferiori rispetto a quelli di un telefono tradizionale.