Ottima la performance del nostro Paese nell’ambito della strategia comune europea per lo scambio di quote di emissione di gas serra, con un ricavo di oltre 361 milioni di euro. Aumento della propensione all’efficientamento energetico in tutti i settori della nostra economia.

Quello dell’efficienza energetica è un settore dove l’Italia ha una indiscussa leadership tecnologica a livello europeo e mondiale. Lo conferma il bilancio dell’efficienza energetica tracciato da Avvenia (www.avvenia.com), leader nazionale nel settore della White Economy, che osserva come nel 2014 l’Italia ha collocato sulle aste di quote europee di emissione oltre 61 milioni di quote EUA (European Union Allowances), ricavando oltre 361 milioni di euro.

Queste aste sono un meccanismo di assegnazione delle quote di emissione valide per adempiere agli obblighi EU ETS (European Union Emissions Trading Scheme), un sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 nei settori energivori che è parte integrante del Pacchetto Clima-Energia, strategia comune europea che pone in stretta connessione l’efficienza energetica e le emissioni di gas ad effetto serra.

La collocazione dell’Italia in questo contesto corrisponde a oltre 61 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, che costituiscono il 13,11% delle risorse generate dalle aste di quote EUA nel 2014. Insomma un’ottima performance dell’Italia che però, secondo gli analisti di Avvenia (www.avvenia.com), dovrà ancora continuare a investire sull’efficienza energetica per raggiungere gli obiettivi al 2020.

«Il nostro Paese ha conosciuto uno sviluppo considerevole e costante nel tempo dell’efficientamento energetico, il che non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia nazionale» puntualizza l’ingegnere Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia. Senza dimenticare che l’efficienza energetica è anche fondamentale sul piano ambientale per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e la lotta ai cambiamenti climatici.

Analizzando poi i risparmi energetici conseguiti nel 2014, Avvenia osserva che il settore industriale ha raggiunto ottimi risultati. La maggior parte delle imprese ha infatti scommesso su innovazione, ricerca e qualità per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.

Un orientamento che si rivela strategico tanto che, secondo le previsioni di Avvenia, la White Economy sarà in grado di generare quest’anno 100 miliardi di euro di valore aggiunto. E, oltre alla ricchezza, l’«economia bianca» produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono circa 2 milioni di «white jobs», un numero considerevole che secondo gli analisti di Avvenia è destinato ad aumentare di 200 mila lavoratori entro la fine del 2015.

Dal bilancio tracciato da Avvenia emerge anche una elevata propensione all’efficientamento energetico in tutti i settori della nostra economia, da quelli tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare alla chimica. Ma anche nel settore residenziale, dove nel 2014 sono stati raggiunti ottimi risultati, con molti progetti che hanno dato luogo a interventi di recupero e di riqualificazione degli edifici.

Secondo Avvenia, player chiave in questo settore, l’edilizia ha infatti sperimentato una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l’efficienza energetica e potrebbe così diventare per l’Italia un volano per l’economia e per l’occupazione, a partire dai grandi gruppi bancari e dalle poste, fino ai musei e agli edifici pubblici, perché in questo settore anche la Pubblica Amministrazione può ottenere notevoli risparmi energetici ed economici.

E Avvenia, proprio su questo fronte, si è impegnata a collaborare con la Pubblica Amministrazione rendendosi anche disponibile a finanziare progetti per migliorare l’efficienza energetica che consentano di implementare le esclusive metodologie di analisi firmate Avvenia, che rappresentano il fiore all’occhiello dell’industria italiana.