Il ruolo dei consumatori nel mercato energetico dell’Unione Europea è fondamentale per una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici.

Aggiornare l’etichettatura dell’efficienza energetica per rafforzare il ruolo dei consumatori nel mercato energetico. Questa la priorità che secondo Avvenia (www.avvenia.com), società leader nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale, l’Unione Europea dovrebbe porsi al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati in materia di cambiamenti climatici.

Certo, come Avvenia ha più volte segnalato, sarebbe necessario ridefinire l’intero assetto del mercato europeo dell’energia e rivedere il sistema Ue di scambio di quote di emissione. Ma proprio a tal fine è fondamentale porre le imprese e le famiglie al centro del mercato europeo dell’energia.

«Nel quadro della sua strategia energetica, l’Unione Europea deve adoperarsi per creare un mercato unico dell’energia ben funzionante, che metta al primo posto l’efficienza energetica e consenta così una più considerevole riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Non si tratta dunque di dare solo un maggiore peso ai cittadini, ma di conferire un ruolo centrale ai consumatori nella transizione energetica dell’Unione Europea» spiega l’ingegner Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico e fondatore e amministratore unico di Avvenia.

L’Unione Europea deve compiere passi decisivi per dare una veste normativa all’obiettivo di ridurre almeno del 40% le emissioni di CO2 entro il 2030 e guidare così la transizione globale verso una società a basse emissioni di anidride carbonica. E, secondo gli esperti di Avvenia, a marcare un passo importante nell’attuazione della strategia dell’«Unione dell’Energia» è proprio la revisione dell’etichettatura di efficienza energetica: un modo efficace per fare una maggiore chiarezza nei confronti dei consumatori e consentire così non solo una maggiore riduzione delle emissioni ma anche un risparmio per i cittadini. 

Fin dalla sua introduzione l’etichettatura energetica ha favorito lo sviluppo di prodotti sempre più efficienti sotto il profilo energetico ma ha anche visto la nascita di etichette differenti a seconda della tipologia di apparecchio e con l’evoluzione dei prodotti l’etichettatura è diventata ancora più complessa.

«Si rende quindi necessario adottare una nuova scala energetica che garantisca coerenza e continuità con quella precedente ma che sia anche più semplice e comprensibile per i consumatori affinché essi siano in grado di compiere scelte più consapevoli e possano risparmiare denaro ed energia» puntualizza l’ingegner Giovanni Campaniello, che plaude alla proposta del commissario europeo all’Energia e al Clima di rimuovere le categorie di etichette dalla «A+» alla «A+++», che oggi confondono i consumatori, e di tornare a una classe «A» unica.

L’auspicio di Avvenia è che la nuova etichetta sia più chiara e riporti informazioni verificabili. Un restyling che eviti ai cittadini di acquistare come accade oggi un prodotto presumibilmente efficiente quando il primo della stessa classe è di gran lunga migliore: «un frigorifero di classe A+++ ad esempio consuma il 42% in meno rispetto ad uno di classe A+» osservano gli esperti di Avvenia.