Ecobonus per l’energia,
buone notizie per l’Italia.

Ecobonus: L’Italia ha un giacimento enorme, è il giacimento più ecologico al mondo, ed è pieno di quell’energia che non sprechiamo: secondo i dati del sesto Rapporto efficienza energetica dell’Enea, con il risparmio energetico e con l’efficienza in dieci anni gli italiani hanno “guadagnato” 3,5 miliardi di euro in termini di petrolio e di metano non usati e non importati. Ogni punto in più di efficienza energetica porta a ridurre del 2,6% le importazioni di metano in Europa. Il solo capitolo dei cosiddetti “ ecobonus ” (cioè l’agevolazione fiscale per chi investe in efficienza energetica) negli ultimi tre anni ha attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016.

L’ENERGIA DELL’INDUSTRIA

Avvenia Ecobonus consumi di petrolio

Il consumo in milioni di tonnellate equivalenti petrolio dal 1995 al 2015 (Fonte: Enea su dati Eurostat)

Inoltre, al 2016 risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul conto termico per interventi di efficienza delle pubbliche amministrazioni locali sono cresciute del 300%. Anche se si sta facendo bene bisogna segnalare dei punti nevralgici che impediscono alle imprese italiane del settore e alle tecnologie di altissimo livello di emergere sul mercato. Il principio Industria 4.0 in questo segmento non è una velleità ma un’esperienza misurabile con il metro del fatturato. Infatti in Europa si cresce nel risparmio molto più dell’Italia, il cui primo posto nell’efficienza è stato “rubato” dall’Inghilterra, la quale una decina di anni fa era la maglia nera del risparmio di energia. Attorno a questa risorsa impalpabile ma molto pagante c’è entusiasmo. La Sen (Strategia energetica nazionale), ora sottoposta alla consultazione dei cittadini, parla di un obiettivo di 9 milioni di tonnellate di petrolio equivalente mentre gli obiettivi attuali del 26% rispetto al tendenziale vengono forzati a salire al 30% oppure al 40% proposto dal Parlamento europeo. Per esempio in Svizzera un referendum per una legge federale molto ambiziosa vuole in pochi anni ridurre di due terzi i consumi di energia.

Ecobonus: In Italia l’AssoEsco (le aziende che operano nel business dell’efficienza energetica) ha dovuto analizzare i moltissimi ostacoli di tipo economico e finanziario ma, soprattutto nel settore pubblico, la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità di interventi migliorativi che frenano la diffusione dell’efficienza energetica. Il settore privato è pigro, come per esempio in molti condomìni dove nelle assemlee si accendono dibattiti inconcludenti a ogni proposta di risparmio energetico. La poca diffussione dell’auto elettriche è la cartina tornasole della pigrizia dei consumatori di fronte a un bene difficile da misurare (il mancato spreco), e forse potrà servire a sbloccare la mobilità sostenibile l’approvazione avvenuta a Luglio al Cipe per lo schema di accordo con le Regioni per la rete nazionale di ricarica dei veicoli elettrici dal valore di 72,2 milioni di euro. «Il nostro Paese, nel suo complesso, presenta un buon livello di efficienza energetica, soprattutto nel settore industriale, mentre per la pubblica amministrazione è necessario un vero salto di qualità», afferma il presidente dell’Enea, Federico Testa.

Secondo i dati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, nel 2016 la bolletta energetica complessiva dell’amministrazione pubblica per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni di euro spesi dallo Stato, 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.