Anche i “Big Oil” strizzano l’occhio all’energia verde. La cessione dell’italiana Rtr Rete Rinnovabile, nel settore di riferimento una delle maggiori a livello europeo, sarà un banco di prova. La vendita è stata organizzata dal private equity internazionale Terra Firma per gli asset fotovoltaici italiani inseriti nel gruppo Rtr Rete Rinnovabile. Tra i possibili compratori ci sarebbero appunto i grandi gruppi petroliferi, tra cui Eni e Bp. Rtr può rappresentare un ottimo asset strategico nel settore delle rinnovabili, a dimostrazione di ciò è anche l’interessa a livello politico che tale vicenda sta avendo. Rtr sta informando le autorità e le istituzioni in Italia sull’inizio del processo di vendita: un’operazione che, con le elezioni politiche del 4 marzo 2018, è un evento importante nella strategia energetica del Paese.

Ecco perché i grandi gruppi petroliferi stanno guardando all’energia verde di Rtr Rete Rinnovabile.

Le “oil company” stanno cercando di diversificarsi nel settore dell’energia pulita, cercando acquisizioni di una certa dimensione (Rtr vale 1,5 miliardi) e forti competenze tecnologiche e manageriali. Proprio Bp ha acquisito nel 2017 il controllo di una società di energie rinnovabili, l’inglese Lightsource Renewable Energy Ltd, costata 200 milioni di dollari. Uno dei princiali intenti è di indossare una maglia “verde” in opposizione alle polemiche sui danni ambientali, in paesi come ad esempio l’Africa dove vengono avviate esplorazioni e sfruttamenti di giacimenti petroliferi. In minor modo non va considerato che l’energia verde continua a rappresentare il futuro, bisogna necessariamente essere presenti.

Tra i potenziali acquirenti pronti a prendere in considerazione Rtr Rete Rinnovabile, ci sarebbero anche i maggiori protagonisti italiani dell’energia come per esempio Enel, ma anche private equity esteri, fondi internazionali e in particolare del Medio Oriente. Rtr Rete Rinnovabile possiede 132 impianti, di differenti dimensioni, distribuiti capillarmente in tutta Italia dal Friuli alla Sicilia. Con 332 megawatt installati è il primo operatore indipendente del solare in Italia e quello con la maggiore presenza sul territorio.

Il processo di vendita di Rtr Rete Rinnovabile è seguito dagli advisor Jp Morgan, UniCredit e Jefferies. Dopo una fase di esplorazione delle manifestazioni d’interesse, la prima scadenza è per fine aprile, quando dovranno essere inoltrate le offerte non vincolanti. Dopo questa fase, al termine della quale ci sarà una scrematura dei potenziali compratori, è lecito attendersi per l’inizio dell’estate le proposte finali con l’individuazione di un acquirente. Ma la cessione di Rtr diventa anche cruciale per i gruppi che puntano alla leadership assoluta in Italia nel settore delle rinnovabili. Non è un caso che all’asta starebbero partecipando i due maggiori player italiani del settore: cioè il gruppo genovese Erg e il colosso italiano dell’energia Enel. In corsa infine potrebbero esserci anche grandi fondi pensione canadesi, utility tedesche (come Eon e Innogy), fondi sovrani asiatici e del Medio Oriente, ma anche grandi multinazionali mediorientali come la Masdar Abu Dhabi Future Energy.